casa della gioia Napoli


Vai ai contenuti

NEW TESTIMONIANZE

TESTIMONIANZE

03/03/2014

Salve mi chiamo Giuseppe Coppola sono di Sant'Antimo (NA) ed ho vissuto sulla mia pelle e nella mia anima la potenza redentrice di Gesù e la Sua Misericordia, sono stato infatti salvato da una vita di peccato e portato nella pace e nell'Amore che solo Gesù Cristo può dare. Sono nato nel 1987, già all'età di 3 anni un miracolo mi ha strappato alla morte, fui operato di tonsillite, ma l'anestesia che mi fecero fu troppo pesante e non mi risvegliavo più, i medici dopo tanti tentativi di risvegliarmi capirono che la situazione era drammatica, andarono dai miei genitori e gli dissero che se entro 5 minuti non mi sarei risvegliato le possibilità di vivere erano minime, mia madre iniziò a piangere mentre mio padre incominciò a pregare con tutta la forza che aveva in corpo chiedendo a Nostro Signore Gesù di salvarmi la vita ma che se era Sua volontà prendermi con Lui fosse fatto quanto era scritto, non trascorse che un minuto dalla preghiera e mio padre ascoltò un pianto di un bambino dalla stanza dove ero stato operato, i medici corsero subito e con loro i miei genitori, il miracolo era avvenuto, mi ero risvegliato.
Cresco, mi piace avere santini ovunque, tant'è che la gente che passa per strada invece di regalarmi giocattoli mi regala i santini, soprattutto quelli che raffigurano Gesù e il Santo Patrono del mio paese, Sant'Antimo, pensano che ho un futuro da prete, ma la crescita del corpo e dei piaceri corporei supera quelli dello spirito, abbandono il mio Salvatore Gesù Cristo in un angoletto e inizio a trascorrere parecchio tempo con gli amici a gozzovigliare, all'inizio sempre in maniera innocente senza eccessi, poi però la nostra comitiva si ingrandisce, ed ingrandiscono anche le brutte compagnie ed i vizi, vado in vacanza e passo le giornate tra alcool, droghe cosiddette "leggere" e sfrenate passioni "amorose" dove c'era tutto tranne che amore. Divento un ragazzo irascibile, credo di avere la verità tutta dalla mia parte, ho gli amici, mi diverto, ho tutto, poi man mano quel divertimento inizia a stancare, decido di mettere un freno, ma tant'è che prima o poi ci ricaschi sempre e in tutto questo non mi ricordavo nemmeno più che c'era un Dio che mi aveva salvato all'età di 3 anni.
Un giorno per caso incontrai una ragazza, mi colpii subito, ci conoscemmo e dopo un po' ci fidanzammo, iniziai a capire di amarla e con il suo arrivo nella mia vita scomparvero dei vizi che mi stavano danneggiando, ma si sa che quando la nostra vita non è in comunione con Cristo di conseguenza c'è un'altra influenza su di noi che ci porta ad agire in modo sbagliato ed iniziammo ad avere rapporti sessuali, la nostra vita sembrava andare a gonfie vele, c'era piacere carnale e sembrava andare tutto bene. Verso Ottobre del 2010, accade qualcosa che sconvolge la mia famiglia, mia madre si deve operare per un fibroma all'utero, sembra una sciocchezza, si ricovera, si opera e dopo un paio di giorni la rimandano a casa, iniziano ad esserci problemi, c'è un infezione in atto, il medico dice che non è nulla di grave, l'infezione sembra essersi arrestata, ma dopo un po' mia madre inizia a perdere sangue ed infezione dalle zone intime, va a visita da un altro medico il quale gli dice che l'intervento è stato fatto in maniera sbagliata e che ne deve fare un altro, alla fine di tutto sembra finalmente essere giunti a conclusione di questa "via crucis", ma non era altro che l'inizio, sopraggiunge l'infezione e stavolta è ancora più forte, la gamba si inizia a gonfiare, i medici che vengono a visitarla dicono che è normale, è una reazione post operatoria, solo alla fine si scopre che c'è in atto una brutta infezione che stava prendendo tutto il corpo, dopo un travaglio di circa 15 giorni, il 18 Dicembre 2010 mia madre si spegne e su di me cadono le tenebre, inizio ad inveire contro il Signore con tutta la rabbia e la disperazione, il giorno prima del funerale, con rabbia e con le lacrime dico a Dio queste parole: "Ormai hai fatto quello che hai fatto, ma domani aiutami a stare bene altrimenti muoio pure io con lei perché sto troppo male", il giorno del funerale mi alzo distrutto, disperato, continuo a bestemmiare, non c'è verso di riprendermi, c'è un mio zio che vuole darmi conforto, ma nessuno riesce a darmi pace, ad un certo punto, sono fuori alla sala mortuaria dell'ospedale dove c'è mia madre, sento su di me un calore e una sensazione di pace, serenità incredibile, inspiegabile in parole umane, tant'è che io non piango più, ma sorrido, entro nella stanza ed inizio a parlare con mia madre, all'inizio c'erano altre 10 persone sedute dietro di me, dopo qualche istante mi giro e non vedo più nessuno, siamo solo io, mia madre e su di lei c'è Nostro Signore Gesù Cristo crocifisso. C'è tanto dolore intorno a me ma non c'è dolore in me, in me c'è pace, una pace incredibile, una serenità straordinaria, dai miei occhi non esce più una lacrima ed inizio a dire cose incredibili ed a consolare le persone a me vicine, dicendogli non "non preoccupatevi, oggi si sono purificate tante anime", io non sapevo nemmeno cosa significasse quello che dicevo. Arriviamo al cimitero, la bara scende, io appoggio un pezzo di terra sulla bara di mia madre e solo allora scende dai miei occhi una lacrima, ma io resto sempre con il sorriso, ed incomincia a piovere. Ancora una volta il Signore mi aveva fatto sentire la Sua potenza, ma io ero troppo preso dalle cose della terra o forse non ero ancora pronto a riceverlo del tutto e mi allontanai da Colui che fu l'unico a darmi la pace che cercavo nel giorno più difficile della mia vita, grazie Gesù e perdonami. Passano gli anni, io continuo a peccare in ogni modo contro il Signore, addirittura inizio a pensare di inserirmi in ambienti poco puliti per soldi, continuano i peccati carnali, io e la mia fidanzata iniziamo a sentirci come semplici strumenti di piacere sessuale e nient'altro, l'unica cosa che ci accomunava era il sesso. Dopo tre anni dalla morte di mia madre, una mia cugina si sposa, mio padre è impossibilitato ad andare al matrimonio e decide che ci andiamo io e la mia fidanzata, così ci troviamo a quel matrimonio, nemmeno ascolto la S. Messa, sembra un giorno come tanti, c'è un'altra mia cugina con il marito che ci chiedono di sederci al loro stesso tavolo, io non conoscevo un granchè il marito, Antonio, ma iniziamo da subito ad intenderci, non parliamo di Dio, ma solo di sport e lavoro, alla fine della serata lui mi dice se vogliamo andare a visitare casa sua e prendere un caffè insieme o cenare insieme, gli dico che non ci sono problemi, ma passa un altro mese e mezzo da quel giorno, una serata mentre stavamo in strada, io e la mia fidanzata, un lampo nella mia testa, dissi: "perché non andiamo a trovare Francesca ed Antonio ?", li telefonammo ed andammo a casa di mia cugina, il marito iniziò a confidarsi stranamente con me, ed io feci altrettanto parlando di come dentro di me c'era buio totale, un rancore verso il mondo e verso nostro Signore, che stupido che sono stato, avere rancore verso l'unico che mi ha aiutato nel giorno del saluto a mia madre, così lui mi disse; " Giovedì sera c'è una preghiera qui a casa mia, vuoi partecipare?", risposi positivamente alla richiesta, anche perché che c'era di male, oltretutto non volevo essere scortese.
Giovedì, siamo a metà Ottobre, non ricordo bene il giorno, ci troviamo a casa di mia cugina, vengono altri ragazzi da Napoli, la loro comunità si chiama "Casa della Gioia" e sono un gruppo della comunità missionaria Giovanni Paolo II, portano chitarre e tanto affetto, inizia la preghiera, pensai tra me e me, questi sono dei pazzi, pregavano come se Dio era lì con loro, ma io pensai, è semplice esaltazione. Alla fine della preghiera, una signora della comunità, di nome Adele, disse: " Chi si vuol far fare una preghiera personale si alzi, chi non vuole si sieda". Io, naturalmente mi sedetti, ma lei mi guardava fisso e andò prima dalla mia ragazza mi disse se voleva una preghiera personale, lei rispose di si, era agitata, poi venne verso di me e disse: "La vuoi una preghiera?", io risposi di si, ma in maniera alquanto titubante, lei mi fece il segno della croce sulla fronte e su di me cadde un brivido caldo fortissimo, e dalle viscere mi salì in gola un pianto pazzesco che non potei fermare, volevo riuscirci ma non mi fermai, Adele mi accarezzò, io mi alzai e andai fuori al balcone per prendere un po' d'aria, ma dopo quel pianto a dirotto, iniziai a sentirmi benissimo, libero, in pace e l'unica cosa che volevo fare era solo la preghiera, volevo pregare e basta, quella sensazione era la stessa che sentii il giorno del funerale di mia madre, Gesù era venuto di nuovo a rialzarmi dalle angosce. Iniziai quindi a frequentare questa comunità, mi confessai, ma dopo feci di nuovo l'errore di cadere nel peccato della carne con la mia fidanzata, non pensavo fosse qualcosa di sbagliato, io lo chiamavo amore e dentro la mia testa dicevo, Gesù è amore e quindi gli farà piacere se io faccio questo, ma sentivo un atmosfera non bella già prima di iniziare, durante l'atto non stavo bene, alla fine un dolore acuto nel petto, tra lo stomaco ed il cuore, era un dolore forte e poi mi mancava l'aria, chiesi alla mia fidanzata: "Come stai?", perché la vedevo guardare il soffitto con aria triste e lei mi disse: "Sto male, già mentre lo facevamo stavo molto male, scusami amore, non è per te, ma non sto bene", anch'io provavo quelle sensazioni, il Signore Gesù mi aveva fatto capire che quello che avevamo fatto era sbagliato e ne sentivamo il dolore, era bruttissimo. Decisi di confessarlo e poi dissi al Signore, ti offro la castità con la mia fidanzata, ma tu mi devi aiutare, perché io da solo non ci riuscirò mai e soprattutto aiuta anche lei ad accettare questa mia proposta, andai da lei e gli dissi questa cosa, all'inizio lei era perplessa perché aveva paura che non saremmo riusciti in tale promessa e io le dissi: " Ho chiesto a Gesù di aiutarci, so che c'è ormai, so che a Lui non piace che noi facciamo questo e quindi ci aiuterà" e decidemmo così di lasciar perdere il sesso e dedicarci a noi come persone e non come oggetti di piacere, il nostro rapporto stava prendendo realmente vita, iniziai a guardarla con occhi diversi da come la guardavo prima, iniziai ad avere un affetto molto più forte rispetto a prima e lei lo stesso con me, era bellissimo. Dopo una settimana la mia ragazza era a casa mia, era triste, le chiesi cosa c'era che non andava e pensai, forse non le sta più bene la castità o forse non sta più bene con me, lei piangeva in continuazione, guardava l'immagine di Gesù Cristo e piangeva e mi disse che non ero io il problema, ma quello che avevamo fatto in passato non la lasciava in pace e lei si sentiva in colpa verso Nostro Signore e pensava: "Come può il Signore perdonarmi dopo quello che ho fatto, ho sbagliato lo so ma non sento il Suo perdono". Le dissi, che non doveva temere, il Signore è Misericordioso e lei rispose che non si era confessata di quel peccato perché se ne vergognava e si sentiva male, il giorno dopo si confessò e si comunicò con il Signore e si sentiva completamente rinata, finalmente aveva la pace dentro di sé. Il 14 Dicembre 2013, Casa della Gioia insieme alla parrocchia di San Gennaro decisero di evangelizzare per le strade del Vomero di sera fino a notte inoltrata e far entrare quante più persone in Chiesa, fu una notte pazzesca, all'inizio della serata ero pieno di entusiasmo, uscii ad evangelizzare ed ecco le prime batoste, addirittura offese verso di me e la mia fidanzata, il Signore mi aveva dato una pazienza incredibile, ma dentro di me stavo un po' scosso e dissi, Gesù io non so se ci riesco ad evangelizzare, è troppo dura prendersi le offese e vedersi sbeffeggiare, rischio di cadere nella rabbia e rischio di sporcare l'evangelizzazione, rientrai in Chiesa, mi fermai un attimo, presi un bigliettino dalla cesta dove c'erano i passi della Bibbia e mi uscì un passo che diceva: "Il Signore è con me, non ho timore, che cosa può farmi l'uomo? Il Signore è con me, è mio aiuto, sfiderò i miei nemici." Questa frase mi diede una forza incredibile, uscimmo ad evangelizzare di nuovo e fu straordinario il numero che riuscimmo a portare in Chiesa, grazie Gesù, questo è solo l'inizio, vogliamo fare grandi cose insieme con te, ti ringrazio perché hai avuto pazienza con una testa dura come la mia, ti ringrazio perché mi hai perdonato più volte e perché mi hai dato l'opportunità di capire che cosa è la Vita vera. Grazie Signore Gesù Cristo, mia forza e mio sostegno, in te confido.
La mia vita con Cristo in questo passo del Vangelo:
Pietro disse: "Allontanati da me Signore, perché io sono un peccatore" e il Signore rispose: "Non temere d'ora in poi tu sarai pescatore di uomini".
GRAZIE SIGNORE GESU'CRISTO MIO SALVATORE.


10/03/2010

Ciao mi chiamo …vi voglio raccontare una parentesi buia
della mia vita, un esperienza che sotto diversi aspetti ha stravolto la mia vita ma grazie all'amore del Padre ne sono uscito sano e salvo.
Poco più di due anni fa ho avuto un lutto improvviso nella mia famiglia, quelle situazioni che fai difficoltà nel realizzare cosa è accaduto,
tale circostanza ha sviluppato un meccanismo strano nella mia mente un paura un senso d'insicurezza.
Pensavo che la situazione potesse essere gestibile mi
dicevo " va bè e il periodo post l'evento, lo sciocc della situazione passerà, invece non mi accorgevo che la cosa invece di migliorare stava peggiorando. Dopo pochi mesi un 'altra persona della mia famiglia stette male riscontrando gli stessi sintomi, la situazione avvenne durante la nottata,ricordo che fu la notte più lunga della mia vita.
Ringraziando Dio questa volta finì tutto bene,ma la mia mente incominciò ad avere uno strano declino,incomincia a vivere delle situazioni nere, la notte non dormivo più ed il mio poco sonno era una vera veglia cioè con un occhio chiuso ed uno aperto temevo che potesse accadere qualcosa.
All'inizio rimanevo sveglio la notte e cercavo di recuperare durante il giorno per quanto potevo, ma era impossibile c'era l'università, la famiglia gli amici dormivo sempre più poco riducendomi a due, tre ore di sonno a notte la situazione andò avanti per alcuni mesi, il mio corpo incominciò a risentirne. Una sera mentre ero al volante della mia macchina incominciai a sudare, sentivo una tachicardia fortissima, sembrava tanto che il cuore mi stesse uscendo dalle orbite delle orecchie incominciai a tremare se ne scese la vista, il medico alcuni giorni dopo
mi disse che avevo avuto un attacco di panico. Un' esperienza che non auguro a nessuno,mi sembrava di morire, mi sentivo piccolissimo non sapevo cosa fare un esperienza bruttissima.
Fu il primo di una serie che stava poco a poco uccidendo la mia vita, iniziai a combattere questa cosa ma era più grande di me, più forte. Ricordo che incomincia a chiudermi in casa per paura che fossi preso da questa situazione fui proprio avvolto dall'ansia. Ormai era padrona nella mia vita.
Ricordo che non riuscivo più a fare nulla, non riuscivo a studiare, in due anni sono riuscito a dare solo un esame all'università ma con una profitto minimo. La mia mente non poteva applicarsi a pensare non potevo soffermarmi, perché ascoltavo i miei silenzi ed erano dei veri richiami per l'ansia. Insieme alla vita incomincia a perder Dio, xkè non riuscivo più a meditare a pregare e Dio si faceva sempre più lontano, o meglio io ero sempre più lontano da lui, lui era sempre li ed io non riuscivo a sentirlo più, e stavo malissimo per questa situazione. Decisi di combattere questa situazione ne volevo uscire, ricordo che ero in sempre in auto, io non sono un grande ascoltatore di radio ma quel giorno per strano caso cambiavo le stazioni radio e c'era una nota canzone cristiana che conoscevo e mi fermai ad ascoltarla, alla fine di questa canzone c'era l'intervista ad una dottoressa o meglio una psicologa che parlava dell'ansia diceva che cosa era,
quali erano cause come bloccare e combattere questa malattia della mente.
Dio aveva operato aveva usato la radio, per parlarmi. Incominciai a farmi una cultura su questo male, chiesi aiuto ad amici più intimi, ma principalmente incominciai a combattere la malattia, isolai gli eventi che mi avevano portato a ciò pian piano riacquistai le ore di sonno il mio fisico si stava riprendendo mi sentivo più rilassato, sentivo di nuovo la presenza di Dio,
gli attacchi di panico scomparvero all'improvviso. Raccontai questo episodio al mio medico generico, il quale mi indirizzo da uno specialista amico suo,uno psicologo primario di una struttura pubblica, ricordo quell'unico colloquio che duro giusto venticinque minuti, alla fine dei quali il medico mi disse " tu non hai bisogno di uno psicologo sei stato capace di auto psicoanalizzarti" mi prescrisse un farmaco per gli attacchi di panico. Ho comparto quel farmaco ma la confezione è ancora intatta, perché l'ansia è scomparsa. Ed è stato Dio che mi ha condotto alla via per guarire. Grazie Signore perché non ti dimentichi mai dei tuoi figli, grazie perché tu sei sempre li anche quando noi non ti sentiamo.









Home Page | CHI SIAMO | REVOLUTION | FOTO MISSIONI | WEB PREGHIERA | TESTIMONIANZE | LUCE NELLA NOTTE | Mappa del sito


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu